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Tour / visita guidata Tesoro San Gennaro

TOUR DI SAN GENNARO + CAPPELLA E TERZA AMPOLLA

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TOUR DI SAN GENNARO + CAPPELLA E TERZA AMPOLLA

€ 20 € 16 a persona

LA TUA ESPERIENZA

Cosa ti attende

  • Scopri di più sul santo patrono di Napoli
  • Scopri il Duomo di Napoli
  • Visita la cappella del tesoro
  • La terza ampolla al Complesso Vincenziano
  • Una gustosa sfogliatella con un caffè napoletano

Cosa visiterai durante il Tour di San Gennaro + Cappella e terza Ampolla

Scoprirai la storia di questo importante e suggestivo santo patrono di Napoli. San Gennaro è un vescovo e martire cristiano dei primi anni del cristianesimo campano. La sua venerazione è molto sentita tra gli abitanti di Napoli che spesso gli affidano le loro preghiere chiamandolo, in confidenza, Genna’, Gennari’ o Faccia gialla, a causa del colore dell’oro del busto che lo raffigura.

Varcare la soglia della Cappella del Tesoro di San Gennaro è come immergersi in una seconda dimensione, dove potrai fermare il tempo o riavvolgerlo all’indietro. Il luogo del più famoso prodigio del mondo, quello dello scioglimento del sangue di San Gennaro nelle due ampolle custodite nella Cappella del Tesoro e che vengono esposte al pubblico durante i giorno dell’atteso miracolo, il più famoso il 19 settembre di ogni anno.
Scoprirai con la nostra guida una storia che abbraccia tutta la città, e avrai la possibilità di vedere la terza ampolla di San Gennaro, scoperta di recente. Si tratta di una tappa che rende questo tour unico ed esclusivo, perché è custodita all’interno della splendida Cappella delle Reliquie, luogo inedito da visitare del Complesso Vincenziano al Borgo dei Vergini, antico quartiere delle città di Napoli. La nostra guida ti porterà nei luoghi simbolo della città, nel ventre popolare, tra storie, tradizioni e leggendari miracoli del santo patrono più famoso al mondo. 
*Il prezzo del tour avrà il costo di € 16 a persona solo se si raggiunge un minimo di 10 partecipanti. In alternativa si può scegliere di partecipare al tour seguendo i prezzi indicati di seguito: Fino a 2 persone € 85 Da 3 a 9 persone € 130 Per gruppi e comitive con numero di partecipanti superiori a 9, il prezzo sarà di € 16 a persona
Servizi inclusi: Guida nella tua lingua
Servizi non inclusi: Biglietti ingresso Musei
Informazioni utili
  • Si raccomanda di indossare scarpe comode

Lingue: ItalianEnglishSpanish

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I tour offerti da Campania Visits and Tours sono tutti effettuati con la collaborazine di guide turistiche uffuciali e certificate.
Una guida turistica ufficiale certificata è un professionista con licenza (obbligatoria per la legge italiana) che per lavoro accompagna singole persone o gruppi di turisti a visitare musei, gallerie, scavi archeologici, opere d’arte e siti di interesse turistico, dei quali illustra le caratteristiche e le attrattive paesaggistiche, artistiche, storiche e culturali.
Questa figura professionale non va confusa con quella dell’accompagnatore turistico, che invece si limita ad assistere e a fornire informazioni ai turisti, a volte accompagnandoli anche nei siti di interesse, senza però effettuare visite guidate.

Come prenotare
Per finalizzare la prenotazione del tour o del servizio rishiesto (es. Transfer..), servirsi del modulo di richesta presente sulla pagina del servizio da prenotare.
Un membro del nostro staff si metterà in contatto con chi ha effettuato la prenotazione per illustrere le modalità di pagamento del servizio scelto.
Una volta ricevuto il pagamento, invieremo una email di conferma del tour o del servizio con le indicazioni seguenti:
– Data dell’esecuzione del servizio;
– Nome di chi ha effettuato la prenotazine e numero dei partecipanti;
– Itinerario del tour e servizi inclusi;
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La cancellazione della prenotazione deve essere effettuata tramite la seguente e-mail: info@campaniavisitsandtours.com, una volta inviata l’e-mail di cancellazione, in caso di mancata ricezione della conferma dell’annullamento del servizio, contattare Campania Visits and Tours.

  • Luogo Partenza
    Fuori al Duomo di Napoli in via Duomo.
  • Orario Partenza
    Per favore arriva alle ore 09:30 per una partenza veloce alle ore 10:00
  • Orario Ritorno
    Approssimativamente alle 12:30
  • Dress Code
    Casual. Abiti confortevoli, scarpe da ginnastica, un cappello e una giacca.
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San Gennaro

San Gennaro

San Gennaro

Gennaro (272 – Pozzuoli, 19 settembre 305) è stato un vescovo e un martire cristiano; è venerato come santo dalla Chiesa cattolica e dalla Chiesa ortodossa. È il patrono principale di Napoli, nel cui duomo sono custodite le sue ossa e due antichissime ampolle contenenti il presunto sangue del santo raccolto da una donna pia di nome Eusebia subito dopo il martirio. Queste ampolle vengono esposte alla venerazione dei fedeli tre volte l'anno: il sabato precedente la prima domenica di maggio, il 19 settembre ed il 16 dicembre; giorni cari alla pietà partenopea in quanto in essi si può assistere al fenomeno della liquefazione, attestata per la prima volta nel 1389 come fatto già noto e considerato dalla pietà popolare un miracolo. Approfondisci
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Il Duomo di Napoli

Il duomo di Napoli

Il duomo di Napoli

La cattedrale metropolitana di Santa Maria Assunta è una basilica monumentale nonché duomo e sede dell'arcidiocesi della città di Napoli. Il duomo sorge lungo il lato est della via omonima, in una piazzetta contornata da portici, e ingloba a mo' di cappelle laterali altri due edifici di culto sorti autonomamente rispetto alla cattedrale: la basilica di Santa Restituta, che custodisce il battistero più antico d'Occidente, quello di San Giovanni in Fonte, e la reale cappella del Tesoro di san Gennaro, che conserva le reliquie del santo patrono della città. Approfondisci
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Cappella del Tesoro di San Gennaro

Cappella del Tesoro di San Gennaro

Cappella del Tesoro di San Gennaro

La reale cappella del Tesoro di san Gennaro è una cappella barocca del duomo di Napoli fatta edificare su volontà dei napoletani per un voto a san Gennaro. Si tratta di una delle massime espressioni artistiche della città, sia per la concentrazione ed il prestigio delle opere in esso custodite, sia per il numero di artisti di fama internazionale che hanno partecipato alla sua realizzazione. Le decorazioni pittoriche e ad affresco dell'interno, eseguite prevalentemente dal Domenichino e dal Lanfranco, fanno della cappella l'epicentro della pittura barocca emiliana a Napoli. Approfondisci
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La terza ampolla al Complesso Vincenziano

Terza ampolla San Gennaro

Terza ampolla di San Gennaro

Il Complesso Monumentale Vincenziano è a Napoli, nell’antico quartiere definito “Borgo dei Vergini”. Il Palazzo Vincenziano, viene anche chiamata Casa della Missione o Casa dei Vergini, una struttura secentesca scelta dai primi preti della Congregazione della Missione. Il primo a mettervi piede fu un diretto discendente di Galilei e custode delle carte del “Galileo”. Nel Settecento il Complesso viene ulteriormente trasformato dall'architetto regio Luigi Vanvitelli. Qui di recente è stata rinvenuta la terza ampolla di San Gennaro, esposta nella privata Cappella delle Reliquie.. Approfondisci

Mappa

Raggiungi la tua guida fuori la stazione della metropolitana di Piazza Cavour.

Tesoro di San Gennaro

Il legame che Napoli e i napoletani con San Gennaro va ben oltre la semplice devozione per il Santo Patrono. E’ un sentimento viscerale e condiviso, che nel corso dei secoli ha superato divieti e restrizioni, rafforzandosi sempre più.
Nonostante San Gennaro sia considerato dalla chiesa un santo di “Serie B”, non lo è per i napoletani. Il tesoro è la più immediata e importante prova di questo amore per “Faccia Gialla”, il nome con cui i partenopei chiamano il Santo dovuto alla sua statua più famosa in argento dorato. Il Tesoro di San Gennaro si trova nel Museo dedicato al Santo, all’interno del Duomo di Napoli, e raccoglie reliquie e oggetti preziosi, diventati oracoli di fede.
Il Tesoro comprende anche statue, candelabri e argenti vari, che i devoti hanno gelosamente protetto durante i numerosi saccheggi della città. Questo fa del Tesoro una delle cose da vedere senz’altro a Napoli. Testimonianza di quanto i napoletani ritengano San Gennaro una presenza vicina e confortante, come fosse un caro vicino di casa, a cui ricorrere nei momenti di bisogno ma anche quando si ha solo voglia di parlare un po’.

Le grazie chieste a San Gennaro

I napoletani sono un popolo molto fantasioso ed esigente e non è insolito che si rivolgano all’aldilà per ricevere le grazie più disparate e stravaganti. San Gennaro è uno dei santi più amati della città e spesso i napoletani si intrattengono con lui in discorsi privatissimi e molto intimi per chiedergli qualsiasi tipo di grazia: dall’aiuto per un goal che può risollevare la precaria posizione del Napoli in classifica, alla richiesta dei numeri vincenti, rigorosamente da ricevere tramite sogno, per il lotto o il superenalotto, fino a veri e propri miracoli per la guarigione da gravi malattie. La grazia più significativa che è stata chiesta a San Gennaro, è stata la protezione dall’impetuosa eruzione del Vesuvio: da quel momento in poi il santo è divenuto parte integrante della città e della vita dei napoletani.

La storia di San Gennaro

La storia di San Gennaro è piuttosto tormentata: tutto cominciò con una semplice visita di cortesia al diacono Sossio a Miseno, che in realtà si trasformò in un viaggio di terrore. Sossio venne arrestato e dopo poco anche Gennaro, a causa della persecuzione avviata dall’imperatore Diocleziano. Il santo fu condannato a morte e doveva essere sbranato dagli orsi insieme ad altri condannati ma, a causa di un evento inaspettato, i programmi cambiarono e fu stabilita la decapitazione dei prigionieri alla Solfatara. Le notizie storiche sulla vita del santo si concludono qui per lasciare spazio invece a quelle delle tradizioni e delle leggende.

Le leggende su San Gennaro

La tradizione narra che, alla morte del martire, il suo sangue sia stato raccolto da una donna molto devota che lo sistemò in varie ampolline: una storia, tra leggenda e realtà, che incrementa il fascino e il mistero che da sempre avvolgono il santo e la sua vita. Si racconta inoltre che il martire fu decapitato a Pozzuoli su una pietra e che il 19 settembre di ogni anno, giorno della sua morte, questo masso diventi di un rosso molto accesso a causa del sangue del martire che si scioglie. La grande devozione e venerazione che la gente nutre per San Gennaro, è strettamente legata al suo sangue che attualmente è gelosamente conservato all’interno del Duomo di Napoli, insieme con il suo busto, in cui sono situate le ossa che sembra appartengano al suo cranio.

Le ossa di San Gennaro

Il corpo del santo, dall’altissimo valore mistico, dopo essere stato custodito per più di un secolo nell’Agro Marciano, fu sepolto nelle catacombe di Capodimonte. I fedeli non persero tempo e subito cominciarono la devozione del corpo del santo con frequenti visite e preghiere pronunciate in sua memoria. Ma è il caso di dire che neanche da morti si può stare tranquilli: le ossa di San Gennaro furono trafugate dal duca Sicone, che portò il corpo del martire a Benevento. Soltanto 17 anni dopo, le reliquie furono rintracciate e finalmente trovarono nuovamente pace all’interno del Duomo.

Il ridimensionamento del culto di San Gennaro

La venerazione del santo, così sincera, viva e fortemente sentita dai napoletani, subì un grande ridimensionamento in seguito al Concilio Vaticano del 1964. Ma, come è noto, ai napoletani non manca mai la forza di reagire e subito, per vichi e vicarielli, si sviluppò una forte risposta a questa sentenza: tra le tante, famosa è la scritta “San Gennà, futtetenne”, ovvero “San Gennaro, fottitene”, che spiccava fiera sui muri di un vicolo, come a dire che il santo non doveva preoccuparsi di quello che decideva il Concilio perché il popolo napoletano celebrava la sua santità come e più di prima.

Il ridimensionamento del culto di San Gennaro

La venerazione del santo, così sincera, viva e fortemente sentita dai napoletani, subì un grande ridimensionamento in seguito al Concilio Vaticano del 1964. Ma, come è noto, ai napoletani non manca mai la forza di reagire e subito, per vichi e vicarielli, si sviluppò una forte risposta a questa sentenza: tra le tante, famosa è la scritta “San Gennà, futtetenne”, ovvero “San Gennaro, fottitene”, che spiccava fiera sui muri di un vicolo, come a dire che il santo non doveva preoccuparsi di quello che decideva il Concilio perché il popolo napoletano celebrava la sua santità come e più di prima.

Il miracolo di San Gennaro

Il miracolo di San Gennaro si svolge due volte l’anno, il 19 settembre e il sabato che precede la prima domenica di maggio, e si verifica quando il sangue del santo si liquefa. Napoletani e credenti sparsi in tutto il mondo attendono con ansia che il miracolo abbia luogo e valutano le sorti della città di Napoli in base al tempo che il sangue impiega a liquefarsi, più è lungo, più il destino appare nefasto. Il primo miracolo del sangue di San Gennaro, storicamente accertato, avvenne il 17 agosto 1389, durante le numerose dominazioni straniere a Napoli. Originariamente nei giorni del miracolo sedevano sulle prime panche della chiesa le cosiddette parenti di San Gennaro, ovvero donne di estrazione popolare, native dei quartieri del Molo Piccolo, che imploravano e sollecitavano il busto del santo affinché il miracolo avvenisse nel minor tempo possibile.

Il Tesoro di San Gennaro

I napoletani sono molto devoti al loro santo patrono e il Museo del Tesoro, dove è possibile ripercorrere la storia di San Gennaro e cogliere la sua essenza più profonda, è un omaggio che questo popolo porge al proprio santo protettore. Il Museo, tra libri, oggetti e statue che gli appartenevano, è una minuziosa esibizione di tutto quello che riguarda la vita del santo. Tutti i preziosi pezzi, dal grande valore affettivo e sentimentale, sono esposti sopra delle pedane o contenuti in teche molto modeste per creare un suggestivo contrasto tra la pregevolezza delle opere esibite e l’umiltà dei sostegni. Per concludere il percorso in bellezza troverete una rampa di scale che vi condurrà alle Sacrestie dove troverete stupende volte affrescate e meravigliosi marmi.

Le origini del Museo del Tesoro di San Gennaro

La costruzione del Museo di San Gennaro non è stata casuale o accidentale, ma è stata programmata in ogni minimo dettaglio, perché era troppo forte la volontà di onorare il santo patrono. Il 13 gennaio del 1527 gli eletti della città di Napoli già stavano pianificando l’edificazione di un luogo che fosse in grado di accogliere in modo adeguato il reliquario di San Gennaro, che in seguito si sarebbe arricchito con opere che avrebbero identificato la personalità multiforme del martire. Ci vollero molti secoli ma finalmente il progetto del Museo trovò un riscontro nella realtà e così venne eretto quello che oggi è conosciuto come il Museo del Tesoro, dove arte e fede diventano una sola cosa.

Gli argenti del Museo

Esempi di grande artigianato e di un’antica manifattura che si è tramandata nel corso del tempo, gli oggetti esibiti nella sezione degli argenti del Museo del Tesoro di San Gennaro, sono la testimonianza di una lunga tradizione che dura da 7 secoli. Cestelli, pissidi, candelabri, calici e statue dei Santi Patroni, documentano la magistrale esperienza e la straordinaria capacità di argentieri e scultori napoletani che hanno saputo coniugare sapienza tecnica e creatività. Questi splendidi oggetti, attualmente custoditi e preservati da furti e saccheggi, un tempo erano utilizzati quotidianamente in chiesa durante la celebrazione della messa.

San Gennaro in America

11 giorni di festeggiamenti in onore di San Gennaro nella Little Italy di New York: processioni religiose, sfilate colorate, manifestazioni musicali e una grande scelta di prelibatezze alimentari di origine etnica, dal 10 al 20 settembre di ogni anno. Una festa talmente importante che porta il mondo a Little Italy e contemporaneamente Little Italy nel mondo. Festeggiamenti in grande stile per San Gennaro, interamente dedicati alla comunità italiana di New York per mantenere vivo lo spirito e la fede dei primi immigrati italiani.
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