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Tour / visita guidata Castello Aragonese Baia

TOUR AL MUSEO DEI CAMPI FLEGREI: CASTELLO ARAGONESE DI BAIA

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TOUR AL MUSEO DEI CAMPI FLEGREI: CASTELLO ARAGONESE DI BAIA

€ 16 € 10 a persona

LA TUA ESPERIENZA

Cosa ti attende

  • Castello militare
  • Museo dei Campi Flegrei

Cosa visiterai durante il Tour al Museo dei Campi Flegrei: Castello Aragonese di Baia

Una visita suggestiva in un castello militare monumentale, avamposto strategico dell’esercito aragonese che oggi ospita i meravigliosi reperti archeologici provenienti dai siti flegrei del Rione Terra dell’antica Puteoli, di Baiae, Cuma e Villa Liternum. 

Si parte dalle sale dedicate alla città di Puteoli, la piccola Delo; si ammireranno i monumentali resti urbani e della alla necropoli antica, passando per le attestazioni dei ricchi commerci che fecero di Puteoli il porto più importante di Roma per 500 anni.

Il secondo piano è dedicato a Cuma, da insediamento opico a città romana, passando per i bei reperti della fase greco-sannitica.

All’ultimo piano si possono visitare i reperti plastici rinvenuti nel restauro del Rione Terra a Pozzuoli, le sculture d’età augustea con la proposta espositiva del l’archeologo romanista Fausto Zevi e la splendida testa dell’Atena Lemnia, copia romana da un originale greco attribuito a Fidia.

Il castello offre una splendida veduta sul golfo dalla piazza d’armi, dove è possibile visitare la chiesetta aragonese dedicata alla Madonna del Pilar.

La Torre Tenaglia, con le ricostruzioni del Sacello degli Augustali e dell’emozionante Ninfeo di Claudio, rinvenuto nelle acque di Baia, al momento è ancora chiusa. 

*Il prezzo del tour avrà il costo di € 10 a persona solo se si raggiunge un minimo di 15 partecipanti. In alternativa si può scegliere di partecipare al tour seguendo i prezzi indicati di seguito

da 3 a 10 persone: 100€
gruppi da 11 a 15 persone: 130€
Per gruppi e comitive con numero di partecipanti superiori a 15, il prezzo sarà di € 10 a persona

Servizi inclusi: Guida nella tua lingua
Servizi non inclusi: Biglietti d’ingresso al castello
Biglietti per i siti archeologici: 4€ adulti
minorenni entrata gratuita.

Informazioni utili

  • Si raccomanda di indossare scarpe comode
  • Per le temperature fresche degli scavi si consiglia di portare una giacca o un foulard

Lingue: ItalianEnglishSpanish

E’ POSSIBILE RICHIEDERE UN PREVENTIVO PER TOUR PRIVATI

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I tour offerti da Campania Visits and Tours sono tutti effettuati con la collaborazine di guide turistiche uffuciali e certificate.
Una guida turistica ufficiale certificata è un professionista con licenza (obbligatoria per la legge italiana) che per lavoro accompagna singole persone o gruppi di turisti a visitare musei, gallerie, scavi archeologici, opere d’arte e siti di interesse turistico, dei quali illustra le caratteristiche e le attrattive paesaggistiche, artistiche, storiche e culturali.
Questa figura professionale non va confusa con quella dell’accompagnatore turistico, che invece si limita ad assistere e a fornire informazioni ai turisti, a volte accompagnandoli anche nei siti di interesse, senza però effettuare visite guidate.

Come prenotare
Per finalizzare la prenotazione del tour o del servizio rishiesto (es. Transfer..), servirsi del modulo di richesta presente sulla pagina del servizio da prenotare.
Un membro del nostro staff si metterà in contatto con chi ha effettuato la prenotazione per illustrere le modalità di pagamento del servizio scelto.
Una volta ricevuto il pagamento, invieremo una email di conferma del tour o del servizio con le indicazioni seguenti:
– Data dell’esecuzione del servizio;
– Nome di chi ha effettuato la prenotazine e numero dei partecipanti;
– Itinerario del tour e servizi inclusi;
– Istruzioni per raggiungere il punto di incontro con la nostra guida;
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La cancellazione della prenotazione deve essere effettuata tramite la seguente e-mail: info@campaniavisitsandtours.com, una volta inviata l’e-mail di cancellazione, in caso di mancata ricezione della conferma dell’annullamento del servizio, contattare Campania Visits and Tours.

  • Luogo Partenza
    Belvedere di Baia in Via castello, prima della rampa per salire al museo
  • Orario Partenza
    Per favore arriva alle ore 09:30 per una partenza veloce alle ore 10:00
  • Orario Ritorno
    Approssimativamente alle 13:00
  • Dress Code
    Scarpe basse e comode
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Castello Aragonese di Baia

Castello Aragonese di Baia

Castello Aragonese di Baia

Il Castello Aragonese sorge a Baia, frazione di Bacoli, ed è situato in un'area di notevole importanza strategica, fu eretto su di un promontorio (51 m s.l.m.) naturalmente difeso a est da un alto dirupo tufaceo a picco sul mare, e a ovest dalla profonda depressione data dalle caldere di due vulcani chiamati "Fondi di Baia" (facenti parte dei Campi Flegrei); con l'aggiunta di mura, fossati e ponti levatoi, il castello risultava praticamente inespugnabile. La sua posizione - dalla quale si dominava tutto il Golfo di Pozzuoli fino a Procida, Ischia e Cuma - consentiva un controllo molto ampio della zona, impedendo tanto l'avvicinamento di flotte nemiche, quanto eventuali sbarchi di truppe che avessero voluto marciare su Napoli con un'azione di sorpresa alle spalle. Approfondisci

Mappa

Raggiungi la tua guida al belvedere di Baia, prima della rampa per salire al museo

Castello Aragonese di Baia

In epoca romana la collina era occupata da un complesso residenziale, forse la "villa di Cesare" (Tacito afferma che la villa di Cesare si trovava su di un'altura dominante il golfo di Baia), i cui resti furono distrutti e talora inglobati nell'attuale fortezza. Strutture superstiti della villa sono visibili intorno ad essa lungo la costa e a terra presso il campo sportivo, mentre altre sono state individuate recentemente e messe in luce nel corso dei lavori di restauro delle parti più alte del castello (torre Cavaliere) e più in basso lungo le sue scarpate a mare, a seguito del loro diserbo.
La costruzione del castello fu avviata dagli Aragonesi - insieme a numerose altre fortificazioni nel Regno di Napoli - nel 1495, poco prima dell'invasione dei francesi di re Carlo VIII. Per la progettazione del sistema difensivo e delle singole fortezze, il re Alfonso II d'Aragona si servì della consulenza di Francesco di Giorgio Martini, architetto senese, rinomato per le nuove tecniche e le soluzioni da lui applicate a difese militari. Non restano oggi tracce dell'originaria architettura del castello.
Dopo l'eruzione del Monte Nuovo, nel generale programma di difesa delle coste dalle incursioni saracene e turche, il viceré spagnolo Pedro Álvarez de Toledo avviò una radicale ristrutturazione e ampliamento del castello (1538-1550), in seguito alle quali esso assunse il suo aspetto attuale, a forma di stella.
L'edificio mantenne la sua funzione di fortezza militare nel periodo del vicereame spagnolo (1503-1707), del dominio austriaco (1707-1734), e infine del regno borbonico (1734-1860).
Gravemente danneggiato nella guerra che contrappose gli austriaci ai Borbone (1734), fu restaurato e ulteriormente fortificato dal re Carlo III di Borbone.
Durante la Repubblica Partenopea (1799) una flotta inglese tentò, ma inutilmente, di strapparlo ai francesi e ai repubblicani napoletani che lo presidiavano.
Dopo l'unità d'Italia (1861), per il castello subentrò un periodo di lenta decadenza e d'inesorabile abbandono. Considerato, infatti, non più utile a scopi militari, il castello passò nel 1887 sotto l'amministrazione di vari ministeri: prima quello della Marina, poi degli Interni, e infine della Difesa.
Nel 1927 lo Stato ne dispose la concessione - con diritto di godimento perpetuo - al Reale orfanotrofio militare. Per questa nuova destinazione d'uso negli anni 1927-1930 vi furono eseguiti numerosi lavori di ristrutturazione che inevitabilmente comportarono aggiunte e alterazioni.
Durante la seconda guerra mondiale il castello fu utilizzato come carcere militare e come soggiorno per prigionieri di guerra.
L'orfanotrofio militare rimase fino al 1975, anno in cui l'ente fu sciolto. Passato quindi alla Regione Campania, in occasione del terremoto dell'Irpinia del 1980 il castello fu occupato parzialmente per alcuni anni da famiglie terremotate.
Nel 1984 è stato definitivamente consegnato alla Soprintendenza Archeologica di Napoli e Caserta perché diventasse sede del Museo archeologico dei Campi Flegrei.
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